ARRIVA IN TV E IN EDICOLA ECOFUTURO

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Uno dei progetti di grande rilevanza presentato nella galassia di iniziative di Ecofuturo Festival è indubbiamente quello per il rilancio della filiera della seta in Italia, sradicata dal dopoguerra nel nostro paese.

Tra le grandi notizie che riguardano Ecofuturo, c’é quella della nuova rivista, un bimestrale. Troverete il numero 0 in edicola da maggio.

Altra grande notizia é la serie di otto puntate di una trasmissione televisiva che vede protagoniste le ecotecnologie per fermare il riscaldamento del clima, l’inquinamento e vivere meglio. Saranno distribuite attraverso il circuito di emittenti di Fox Production & Music e attraverso ilFattoQuotidiano.it, oltre a tutta la rete web e social di Ecofuturo. La prima puntata che é andata in onda il 13 aprile é stata girata proprio al  Fenice Green Energy Park di Padova che anche quest’anno ospiterà dal 25 al 29 giugno 2019 il Festival Ecofuturo, giunto alla sua sesta edizione.

Qualità dell’ambiente e baco da seta sono inseparabili. Infatti, ricordiamoci che il baco da seta é un’ottimo indicatore biologico perché segnala il danno chimico dell’ambiente in cui vivono, attraverso due segnali: l’alta mortalità nel caso dei pesticidi e attraverso i residui che si possono riscontrare nei loro corpi, o nei prodotti dell’allevamento, nel caso degli antiparassitari e di altri agenti inquinanti.


Per rivedere la puntata sulla Via etica della seta a Ecofuturo Festival 2015, seguite questo link

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GELSIBACHICOLTURA E COOPERAZIONE SOCIALE: NASCE IL COORDINAMENTO

setacoop1I bachi piacciono alle cooperative sociali. Sembra una battuta, e invece è vero: la prova è che a febbraio è nato -presso Federsolidarietà Confcooperative – il Coordinamento tecnico per lo sviluppo della filiera della gelsibachicoltura.

Al coordinamento (che fin dalla sua prima riunione si è aperto ad altri enti no profit) aderiscono ad oggi 19 realtà e si propone di sostenere lo sviluppo delle attività di gelsibachicoltura come risorsa per lo sviluppo locale e la coesione sociale. Per fare ciò il coordinamento si propone di:

  • Sostenere lo scambio di buone prassi tra chi si occupa di gelsibachicoltura;
  • Acquisire e condividere conoscenze e competenze di filiera: dalla sostenibilità ai nuovi prodotti, dalle tecniche di allevamento a quelle di produzione di filati e in ogni altro ambito connesso;
  • Favorire sinergie di filiera;
  • Consolidare le opportunità di mercato interno e di posizionamento su mercati esterni;
  • Favorire la partecipazione in rete a bandi e finanziamenti;
  • Facilitare le relazioni con organismi nazionali e internazionali.

In fase di avvio la funzione di referenza del Coordinamento è assunta dalla Cooperativa sociale Tikvà – Economie Territoriali Inclusive di Como, che è stata promotrice del coordinamento stesso e che fa da riferimento per chiunque voglia avere più informazioni o aderire al progetto.


Per maggiori informazioni: Francesca Paini: frapaini@gmail.com – 333.44.44.893

LA VIA EUROPEA DELLA SETA

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Il 3 Luglio 2018 si è tenuta a Venezia, presso l’Università Ca’Foscari, la prima riunione di coordinamento del Comitato Scientifico del progetto “la Via Europea della Seta”, sostenuto dalla Città di Venezia. La finalità di tale iniziativa è quella di creare un network culturale che connetta l’Europa all’Asia, partendo dal percorso seguito da Marco Polo nei suoi viaggi verso l’Oriente e comprendendo anche i luoghi di produzione e commercializzazione della seta in Europa nei secoli successivi.

La missione di tale comitato è la ricostruzione di un quadro storico/geografico su come la produzione e il commercio della seta abbiano influenzato l’identità dell’intero continente europeo. Oltre a proporre un percorso, è compito del comitato definire i criteri di inclusione per le città che vorranno aderire al network e produrre il dossier scientifico per la domanda di certificazione dell’itinerario.

Il mercoledì 27 febbraio, si terrà a Vicenza un incontro organizzato dal Comune di Vicenza insieme al Consiglio d’Europa sul tema “VIA EUROPEA DELLA SETA: BACHICOLTURA E INNOVAZIONE”.

Per maggiori informazioni, vedi qui la locandina dell’evento.


Per info e iscrizioni: giovanni.giuliari@coe.int

> European Silk Route – Obiettivi e Concetto


> Scarica il depliant “Itinerari culturali del Consiglio d’Europa”

STORIE DI SETA ITALIANA CHE VIAGGIANO

LOS ANGELES\ aise\ 28/09/2018 – a cura di Paula Reynolds

“Tanto tempo fa, circa 600 anni fa, i versanti meridionali della Calabria custodivano il cuore dell’industria della seta in Europa. Nelle colline di Catanzaro, i gelsi fiorivano nel mite clima mediterraneo, i loro rami frondosi offrivano cibo per legioni di bachi che filavano la seta. A loro volta, i bachi indaffarati fornivano il loro prezioso filo che veniva trasformato nell’oro tessile chiamato seta. Ma come per molte storie di ricchezza e gloria, le cose sono cambiate. Una malattia del baco da seta e l’industrializzazione portarono alla fine di questo raccolto una volta vitale, lasciandone solo un lontano ricordo”.

Parte da lontano Paula Reynolds che scrive di “Nido di seta” per “l’italoamericano”, magazine diretto a San Francisco da Simone Schiavinato.

“Alla fine degli anni ’90, fu fatto un tentativo di rivitalizzare la produzione della seta calabrese. L’allora sindaco di San Floro, un piccolo villaggio a pochi passi da Catanzaro, intraprese un progetto per piantare oltre 3.000 gelsi, l’unico e il solo cibo dei bachi da seta. La sua speranza era di portare nuove opportunità in un’area in cui una volta fioriva la produzione dei fili di seta. Nonostante la sua lungimiranza, cambiamenti nell’amministrazione e altri problemi burocratici si sono messi di mezzo e i boschi sono stati infine trascurati e abbandonati. Le cose sono iniziate a cambiare nel 2013 quando tre giovani calabresi sono tornati nella terra di origine, diploma alla mano, in cerca di lavoro. Tuttavia, Domenico, Miriam e Giovanna, come tanti altri giovani professionisti, non hanno trovato alcuna opportunità ad attenderli. Ma piuttosto che cercare lavoro al di fuori della Calabria o addirittura dell’Italia, hanno scelto di creare un nuovo modello. Come dice Miriam, “Abbiamo pensato: perché lasciare la nostra terra per emigrare chissà dove? La Calabria è piena di molte risorse che aspettano di essere scoperte, così abbiamo iniziato a guardare il territorio con occhi diversi”.

Con una formazione diversa in lingue, turismo, arte, sociologia e agricoltura, i tre hanno unito le loro passioni e l’idea del Nido di Seta è nata. Hanno preso dal comune di San Floro l’idea di rivitalizzare il gelso abbandonato e in seguito l’industria del baco da seta. Un anno e un sacco di burocrazia più tardi, il Nido di Seta è diventato realtà. La passione per la terra di Domenico, Miriam e Giovanna e la loro visione è tangibile. L’intero processo, dal mantenimento degli alberi alla produzione e alla filatura della seta, viene fatta completamente in sintonia con la natura. Praticano solo metodi organici e impiegano tecniche tradizionali per la produzione della seta. La sostenibilità delle risorse locali è fondamentale per la loro visione: creare per le generazioni a venire nuove opportunità di lavoro ecocompatibili.

Miriam ha condiviso un po’ più di informazioni con L’Italo Americano:
D. La produzione di seta deve essere molto complessa. Come avete imparato, specialmente i vecchi metodi tradizionali? 
R. La gelsibachicoltura (coltivazione di gelsi, allevamento di bachi da seta e lavorazione della seta) è un mondo molto complesso che richiede tanta saggezza, esperienza e determinazione. Abbiamo avuto le nostre prime lezioni dalla gente del posto, dagli anziani che una volta facevano questo lavoro. Abbiamo anche viaggiato nel Sudest asiatico per arricchire le nostre capacità.
D. Una volta che l’impresa è diventata sostenibile, Nido di Seta è cresciuta per offrire di più, giusto?
R. La nostra azienda è basata sulla gelsibachicoltura. Tuttavia, abbiamo deciso di intraprendere la strada dell’agricoltura multifunzionale. I nostri metodi di coltivazione sono tutti biologici e sostenibili e offriamo un turismo didattico che include esperienze educative pratiche per adulti e bambini, tutte legate al mondo della seta. Produciamo anche prodotti dai nostri campi biologici che possono essere degustati nel nostro ristorante, tutti sotto forma di piatti tradizionali calabresi.
D. In linea con la vostra filosofia di sostenibilità e rinvigorendo le tradizionali opportunità di lavoro, Nido di Seta offre anche prodotti artigianali? 
R. Sì, tutti nati grazie al lavoro manuale tradizionale e meticoloso. Insieme alle nostre marmellate e ai liquori di gelso, produciamo anche articoli come sciarpe, cravatte, tovaglie, tessuti e persino gioielli realizzati combinando la tradizionale ceramica di Squillace con la seta filata. Ogni articolo che produciamo è unico e conserva le nostre impronte digitali e incarna tradizione e innovazione. I nostri tessuti sono realizzati esclusivamente con elementi naturali del nostro territorio come la cipolla di Tropea, i gelsi, i gusci di noci, i fiori di ginestra. Negli ultimi anni abbiamo anche sviluppato una tecnica di eco-stampa.
D. Se doveste riassumere la filosofia di Nido di Seta, il cuore di ciò che state facendo, cosa direste?
R. Stiamo creando il nostro futuro con una delle storie più affascinanti del nostro paese. Stiamo riprendendo la tradizionale gelsibachicultura e la sua arte per creare prodotti calabresi 100% made in Italy. Cerchiamo di mediare tra la crisi dei valori, sia sociali che economici, e le nuove esigenze dei consumatori. Ci sforziamo anche di creare una rete di giovani che vogliono rimanere nella loro patria e che credono nella protezione dell’ambiente e del paesaggio, oltre che nella crescita locale e nello sviluppo sostenibile.
Come parte del loro focus educativo, Nido di Seta ospita anche un piccolo museo della seta. Situato su un’altura che domina le panoramiche colline di San Floro, il museo espone una mostra sul ciclo vitale del baco da seta, la storia dell’industria della seta in Calabria e presenta vari indumenti di seta filata localmente. I capi evidenziano i vecchi modi di filare e tessere, abilità che erano praticamente un’arte perduta. Erano rimaste solo poche donne anziane che ne conoscevano i segreti e ora le condividono con studenti entusiasti. Grazie a cooperative educative come questa, al Nido di Seta, le antiche tradizioni si stanno rinnovando attraverso giovani mani.

I piani in corso per questo progetto visionario comprendono la costruzione di una filatura meccanizzata. Attualmente, tutta la produzione di seta è faticosamente passata a mano su antichi telai. Il processo laborioso non può tenere il passo con la domanda; così, Nido di Seta spera di costruire un mulino che abbia zero impatto ambientale, basato su quelli che un tempo si trovavano in tutta Europa. I tre imprenditori vedono il mulino non solo come un modo per mantenere i loro elevati standard di produzione e di qualità etica, ma per offrire anche opportunità di lavoro ai loro colleghi calabresi. Miriam ha detto che una linea di abiti da sposa diventerà un off-shoot del mulino, una volta che la produzione potrà essere aumentata.

A cinque anni dal concepimento, Nido di Seta è la realizzazione di un modello che si adatta sicuramente al detto “La necessità è la madre dell’invenzione”. La sua crescita vibrante continua senza sussidi, ma con un carico di appassionata determinazione, duro lavoro fisico, apprendimento dal fare e, soprattutto, amore profondo di tre giovani visionari per la loro terra, la cultura e il patrimonio.

Non vogliamo vivere in luoghi dove non vedi più il cielo” ~ Miriam”. (aise) 


 

BACHICOLTURA: COSTI DI PRODUZIONE E ROI

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Photo @ Courtesy of Seta Etica

Ci sembrava importante iniziare il 2019 con un articolo sui costi di produzione in bachicoltura, riferendosi all’articolo pubblicato di recente su “L’Informatore Agrario” – n. 44/2018.

Infatti, riceviamo molte chiamate su questo tema. E ci sembra anche normale. Purtroppo fino ad oggi non eravamo in grado di rispondere, sia perché le variabili sono tante, sia perché non avevamo veri e propri numeri sotto la mano. Ci fa dunque molto piacere di poter finalmente appoggiarci ad un articolo che, anche se non risponderà a tutte le domande, almeno può servire per una prima valutazione.

 

Allevamento del baco da seta, opportunità e produzioni

di Samuele Trestini, Silvia Cappellozza, Carlotta Penone, Alessio Saviane

“La bachicoltura è un’attività produttiva complessa, l’investimento è di lunga durata e le pratiche di difficile standardizzazione. Il ritorno dell’investimento, inizialmente consistente, dipende dalla disponibilità di strutture aziendali. Le nuove opportunità evidenziano una sostenibilità economica in presenza di accordi di filiera che riconoscano il costo di produzione e valorizzino la qualità delle produzioni…” Leggi di più


Per chi é interessato a corsi gratuiti sulla gelsibachicoltura a Treviso e Belluno (gennaio/febbraio 2019), si prega di seguire questo link per maggiori informazioni ed iscrizioni. Target: Imprenditori agricoli

LE VIE DELLA SETA A ROVERETO: VERSO UN MODELLO DI SVILUPPO

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Ha preso via lo scorso 14 novembre il ciclo di seminari “LE VIE DELLA SETA” organizzato dal Comune di Rovereto come percorso di approfondimento sulle sinergie tra cultura, impresa e seta, vista sia in chiave storica, come punto caratterizzante la storia e lo sviluppo della Vallagarina, che in chiave futura, quello che ancora oggi la seta può dare all’Italia. Infatti, Rovereto torna ad investire sulla seta.

Il primo appuntamento é stato centrato sul tema “La seta. Per non perdere il filo”, e ha ripercorso la storia dello sviluppo della manifattura serica nell’Italia settentrionale d’età moderna (secc. XVI-XVIII), affrontato il tema del paesaggio perduto della gelsibachicoltura nella Vallagarina e offerto delle testimonianze relativamente al Setificio Trentino.

Il 13 dicembre si terrà invece un secondo appuntamento che riguarderà più da vicino i possibili sviluppi di una filiera che mira ad innovare e inventarsi un futuro tra passione, tradizione e modernità. L’incontro, sempre moderato da Walter Nicoletti si svolgerà  alle ore 18.00 presso il Ridotto del Teatro Zandonai – Corso Bettini 78/80 e tratterà i seguenti argomenti:

  • Tiriamo le fila. Sostenibilità economica della filiera produttiva e culturale.
    dott. res. Sergio Calò – Venetian Heritage Cluster
  • Gelsi e biodiversità. Un’opportunità per l’ambiente.
    dott. Paolo Fontana – Fondazione Edmund Mach
  • Il progetto Serinnovation: dal Veneto parte un’opportunità di “contaminazione” per la diversificazione produttiva in agricoltura
    dott.ssa Silvia Cappellozza – Laboratorio di gelsibachicoltura del Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e Analisi dell’Economia Agraria di Padova
  • Condivisione e cooperazione nel modello innovativo di filiera della seta
    Laura Stieven – Innovation Broker Progetto “Serinnovation”
  • D’orica: Filosofare e Treesure, progetti di riscoperta e di innovazione con la pura seta italiana
    dott. Andrea Strano – D’orica

Modera Walter Nicoletti


> Scarica la locandina 

 

1^GIORNATA REGIONALE SUL BACO DA SETA IN FRIULI

DSC_0612-1Si é svolto sabato 10 novembre a Dignano,  “Paese delle filande”, la prima giornata regionale dedicata alla seta e al baco nellambito di un  progetto del Comune per riportare i bachi da seta sul proprio territorio e su quello regionale prefiggendosi l’obiettivo di diventare centro di riferimento del Friuli Venezia Giulia per il mondo della seta e della gelsibachicoltura.

Questa giornata é nata dalla collaborazione del Comune  con l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale – Ersa per promuovere l’allevamento dei bachi da seta, prendendo spunto da quanto già fatto nella confinante Regione Veneto che con una serie di iniziative e progetti ha ripreso questo cammino affiancando la tradizione all’innovazione. Mira a coinvolgere e far dialogare sul tema il mondo agricolo, produttivo, istituzionale, scolastico, la comunità locale, assieme alla proposta di offrire una nuova occasione per un possibile sviluppo economico e culturale nella zona.

Il programma della giornata, che si svolto nella sala teatrale dell’asilo, é stato cospicuo. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Dignano Riccardo Zuccolo, del presidente del parco Agro-Alimentare Fvg Claudio Filipuzzi, del presidente del Consorzio Comunità Collinare Mirco Daffarra,  del presidente del Consiglio Regionale Pier Mauro Zanin e del direttore centrale risorse agroalimentari e ittiche Augusto Viola, sono intervenuti l’assessore Regionale alle Risorse agroalimentari forestali e ittiche Stefano Zannier che ha illustrato le possibili intese interregionali e gli eventuali sviluppi della filiera in Regione, la direttrice dell’Unità di ricerca di bachicoltura del CREA-API di Padova Silvia Cappellozza, il direttore generale Ersa Gianni Mighetti, il docente dell’Università di Padova Samuele Trestini, il titolare della Leonardin srl  di Stefano Lorenzoni, e  il direttore del Consorzio Collinare Gilberto Ambotta. Sono anche intervenuti rappresentanti dell’Istituto Agrario di Pozzuolo, della Regione Veneto e del Comune di Venezia sul tema della promozione della gelsibachicoltura e lo sviluppo di possibili itinerari culturali e turistici.

Fu anche l’occasione per presentare i primi risultati del progetto SERINNOVATION.


Galleria foto dell’evento a cura di Serinnovation.

GELSIBACHICOLTURA IN VALBELLUNA

Il progetto SERINNOVATION è stato presentato durante la Mostra Mercato “Colori Sapori e Profumi d’Autunno” di Villa Patt. 

Domenica 30 settembre 2018, Cantiere Verde, partner del progetto SERINNOVATION, ha illustrato a Sedico (BL) le prospettive di sviluppo e le attività in programma per i prossimi anni sul fronte dell’innovazione delle pratiche legate alla gelsibachicoltura.

Durante il convegno dal titolo “Gelsibachicoltura in Valbelluna: Innovazione e opportunità per l’ambiente”, si è riscontrato un grande interesse per le caratteristiche qualificanti del progetto, in particolare per il network di professionalità che, grazie al supporto tecnico-scientifico del Crea di Padova, ha l’obiettivo di aumentare le competenze applicabili al settore agricolo e rispondere adeguatamente alla sempre maggiore richiesta di materia prima per lo sviluppo di nuovi prodotti, che mirano a sfruttare le incredibili proprietà della seta nei più svariati settori.

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Referenti: Angelo Paganin, Eric Van Monckhoven, Tiziana Martire, Giulia Rasera Berna. Per ulteriori informazioni: Tel. 0437 380054

 


Per leggere l’articolo originale, visitate: https://serinnovation.it/20180930-gelsibachicoltura-in-valbelluna-villa-patt/

TREESURE: UNA NUOVA COLLEZIONE FIRMATA D’ORICA

Treesure_3-gioielli-min-00f7ebf9Si dice che lo straordinario successo dell’antica Venezia, capace di dar vita all’eccellenza estetica che ha incantato il mondo, sia stato reso possibile grazie alla ricchezza derivante dal commercio della seta che le nobili famiglie veneziane intrecciavano, con grande maestria commerciale, in tutto il mondo.

Oggi, tale tradizione rinasce nelle mani di alcuni artigiani visionari.

Vi ricorderete di D’Orica che crea gioielli di oro e seta 100% Made In Italy. Sono stati i nostri partner in ambito del progetto Via etica della Seta. La loro nuova collezione  Tr e e s u r e ®, che usa la seta da bozzoli italiani prodotti in Veneto dalla rete d’impresa Setica,  sarà presentata sabato 22 settembre alla Fiera di Vicenza. Non mancate!

 

Presentazione e performance

22.09.2018 h 21:00
Piazza dei Signori, Vicenza

Un evento in collaborazione con Comune di Vicenza, Vicenzaoro e gioielleria Soprana, che ospiterà la serata. Con la partecipazione delle scuole di danza Palladio Danza e Sinergie Contemporanee di Vicenza

TREESURE è presente a VicenzaOro September
22—26.09.2018 | h 9:30—18:30
Hall 7, stand 571


 

BOZZOLI: NON SOLO.

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In ambito del progetto dimostrativo Serinnovation (PSR Veneto – Misura 16), Cantiere Verde, SRL agricola & società benefit di Belluno, é stato incaricato di produrre a titolo sperimentale seme-bachi sotto la guida del CREA-API di Padova, Unità di ricerca di bachicoltura.

Dopo due mesi di impegno costante presso la Casa del Baco a Sedico (BL), é stata consegnata sabato 4 agosto  la prima produzione di seme-bachi (poliibridi), risultato da un incrocio tra razze di bachi cinesi e giapponesi. Le ovature saranno analizzate e controllate dagli esperti del CREA-API per verificare l’assenza di malattie e la qualità del seme.

Ci ricordiamo che gli Istituti bacologici erano nati in Italia dalla necessità di porre rimedio ad una calamità che si verificò in Europa a metà del XIX secolo, ebbe conseguenze catastrofiche e divenne un problema di Stato. La pebrina, malattia del baco da seta da tempo immemorabile ben nota, a partire dal 1850 si diffuse infatti in forma del tutto inusitata, determinando il crollo della produzione europea di bozzoli e mettendo conseguentemente in ginocchio l’economia di diverse nazioni.

Louis Pasteur affrontò il delicato e grave problema a partire dal 1865 su incarico del governo francese; dopo anni di studi e sperimentazioni approntò una procedura profilattica (metodo Pasteur) che venne ufficializzata nel 1870 al Congresso Bacologico Internazionale di Gorizia, la quale consentì di ottenere seme bachi sano. I primi stabilimenti bacologici vennero quindi fondati, a partire dal 1870, per la produzione di seme bachi (uova del lepidottero Bombyx mori) secondo il metodo Pasteur, basato sull’analisi microscopica delle farfalle che avevano deposto.

Fu a quel punto che, seguendo l’esempio della fondazione dell’Istituto bacologico di Gorizia (1869), venne istituita con regio decreto del 1871 la Reale Stazione Bacologica Sperimentale di Padova. Il regolamento della neonata stazione bacologica fissava gli obiettivi da perseguire, tra i quali: confezionare il seme-bachi anche per conto dei privati, sperimentare nuovi incroci e nuove tecniche di allevamento, diffondere tramite scritti e conferenze le ricerche effettuate.

Istituto-BrusenganaAncora oggi, l’Unità di ricerca di bachicoltura del CREA-API con sede a Padova rappresenta un esempio di ‘best practice’ in Europa e nel mondo in campo della ricerca applicata in bachicoltura. Peccato che la sede di Padova debba fronteggiare il rischio della chiusura. Un’ipotesi che, se divenisse realtà, spazzerebbe via un patrimonio di conoscenze che si è accumulato in oltre centocinquanta anni di storia.


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INNOVAZIONE, QUALITÀ, TRACCIABILITÀ IN GELSIBACHICOLTURA PER LO SVILUPPO DI FONTI INTEGRATIVE DI REDDITO PER LE AZIENDE AGRICOLE