Chi siamo


Cantiere-del-baco-LOGO-PANTONEIl Cantiere del Baco e’ un’iniziativa della cooperativa sociale Onlus CANTIERE DELLA PROVVIDENZA, con sede a Belluno. Nasce da un’intuizione maturata in seguito ad un’importante conferenza internazionale. Lo scopo è quello di promuovere la gelsibachicoltura, come volano per l’occupazione e lo sviluppo locale in provincia di Belluno e in Veneto, attraverso la modernizzazione e riorganizzazione dell’intera filiera sericola.


Tale intuizione si concretizza attraverso l’organizzazione e la realizzazione di cantieri di sperimentazione, laboratori di animazione territoriale, campagne di sensibilizzazione ed interventi didattici, e la diffusione d’informazioni che possono essere d’interesse per chi vuole riscoprire o riavvicinarsi alla gelsibachicoltura, un attività tradizionale, dimenticata e scomparsa, che può offrire nuove opportunità per il nostro territorio, in termini economici, sociali, culturali ed agro-ambientali. L’obiettivo è quello di ricostruire una filiera moderna, etica e sostenibile coinvolgendo varie categorie d’attori, dal singolo contadino alle più alte istituzioni. 

L’attività di allevamento si svolge entro maggio e luglio. 

PARTNERS:   CREA-API di Padova | Veneto Agricoltura | BIM Piave | Rete d’impresa SETA ETICA

DICONO DI NOI:   Il Veses | BellunoPress 

 Il Cantiere del Baco e’ uno dei progetti pilota della Rete d’imprese per la     Rinascita della Via della Seta in Veneto

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 CONTATTI  

Cantiere della Provvidenza –  Piazza Mazzini 21, Belluno

Cantiere del Baco 

Per maggiore informazione, rivolgersi a:

Eric E. van Monckhoven

ericvm@cantieredellaprovvidenza.com

+ 39 3312068969


UN PO’ DI STORIA  

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” Nel 1889, la bachicoltura interessava piu’ di un migliaio di allevatori
nelle campagne di Fonsazo e circa 700 in quelle di Feltre dove si coltivavano diverse
varietà  di baco per un ammontare di circa 117.000 kg di bozzoli prodotti.”
In ‘La montagna veneta in eta contemporanea.’  p 70,
Antonio Lazzarini, Ferruccio Vendramini

Lo sapevate che…il baco da seta ebbe nei secoli passati un ruolo economico eccezionale, al punto tale che la sua produzione condizionava i mercati? L ’Italia aveva una produzione di bachi significativamente superiore a quella di Francia e Olanda, altri grandi paesi produttori. Nelle campagne del diciannovesimo secolo c’erano vaste aree di produzione del baco da seta, con piantagioni di migliaia di piante di gelso (i bachi sono ghiotti delle foglie di questa pianta che produce i dolci frutti delle more). Anche nelle nostre campagne venete la produzione era abbondante e le numerose famiglie si dedicavano molto alla bachicoltura. Oggi, la gelsi-bachicoltura potrebbe offrire nuove opportunità sia dal punto occupazionale che economico, in particolare nelle aree ancora ‘pulite’.   I bachi da seta sono scomparsi a causa del massiccio uso dei pesticidi. E fermo restando che il costo della seta è raddoppiato nel giro di pochissimo tempo e che  rappresenta lo 0,1% di tutte le fibre tessili in produzione, il campo del suo utilizzo va esteso alla ricerca scientifica, alla medicina e alla farmacologia, permettendo rivoluzionari scenari.


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