BACHICOLTURA E NOVEL FOOD

insetti-cibo-del-futuro-2Dal 1° gennaio 2018 è entrato in vigore il nuovo regolamento europeo sui novel food. In breve sarà più facile produrre e commercializzare “qualsiasi cibo che non sia stato consumato in modo significativo nell’Unione prima del 15 maggio 1997”, tra cui gli insetti.

Dunque, mangiare insetti (entomofagia) non é più un tabù ma una tra le più probabili scelte alimentari dell’Europa che verrà. Gli insetti, infatti, pur essendo mangiati abitualmente in 113 Paesi del mondo, dove sono parte integrante della cultura alimentare e gastronomica, non sono certo la base della dieta mediterranea. Sembra, però, che anche loro potranno far capolino sulle nostre tavole.

Sul tema, e in relazione alla bachicoltura, era apparso nel 2016 un articolo molto interessante ‘IL BACO DA SETA E LA SUA IMPORTANZA PER L’ENTOMOFAGIA’, anche perché affrontava sia le opportunità che alcuni rischi:

“Che gli insetti potrebbero potenzialmente rappresentare una fonte alimentare per il futuro. Intendiamoci: se non si ripetono gli stessi errori che abbiamo compiuto per la zootecnia. Se non si pensa di alimentare gli insetti con rifiuti derivanti da spazzatura urbana, letame o pollina, pratiche che dovrebbero essere considerate con estrema attenzione dal Legislatore europeo, anche se permesse in altri continenti, perché potenziali fonti di passaggio di pericolosi patogeni dall’uomo/animale, all’insetto e di nuovo all’animale/uomo in una stolta imitazione di ciò che è successo con “la mucca pazza”. Dobbiamo sviluppare un allevamento non troppo intensivo degli insetti (e qui bisogna anche definire cosa significhi, perché gli insetti vivono a milioni in spazi limitatissimi), dove con “non intensivo” intendo: dove non sia necessario applicare antibiotici o disinfezioni chimiche pesanti, in cui si proibisca l’uso di ormoni giovanili, in cui si tuteli la biodiversità locale e non s’importino indiscriminatamente specie esotiche, in cui si impari dagli errori compiuti in passato per “governare” il futuro non lasciando spazi ad affaristi senza scrupoli, senza preparazione ed improvvisati. E su quest’ultimo tema i governi nazionali e la UE hanno grossissime responsabilità e speriamo diano prova di saggezza, senza cedere a pressioni esercitate dalle lobby.

Per i bachicoltori ‘veri’, il rischio maggiore potrebbe essere quello dell’inquinamento genetico dovuto all’importazione di uova (seme-bachi) contaminati.


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