LA SETA DEL FUTURO

A cura di Eric E. van Monckhoven

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Ancora oggi siamo abituati ad associare ‘seta‘ e ‘settore tessile‘. Piano piano bisognerà abituarsi a nuovi usi della seta che interessano altri settori, sia quello della cosmesi, della mangimistica, della nanotecnologia o della biomedicina.

Insetti e ragni producono la seta per fabbricare strutture come bozzoli, ragnatele, nidi e peduncoli delle uova. La maggior parte della seta è costituita dalla proteina fibrosa fibroina e da una proteina gommosa amorfa chiamata sericina, che cementa e tiene unite le fibre di fibroina.La fibroina è tra i più antichi materiali utilizzati in ambito medico perché possiede straordinarie proprietà meccaniche e rigenerative che possono, ad esempio, trovare un uso nella  realizzazione di dispositivi biomedicali.

In Italia, lavora su questo tipo di ricerca traversale, l’Innovhub di Milano, in particolare Giuliano Freddi, uno dei massimi esperti mondiali per le applicazioni biomedicali e biotecnologiche della seta. Si basa sul suo lavoro pluriennale la tecnologia sviluppata questi ultimi anni dalla start up Silk Biomaterials di Antonio Alessandrino, nata nel 2014 con sede presso il Parco Scientifico Tecnologico di ComoNExT a Lomazzo, in provincia di Como.


Il fondo di venture capital Principia III-Health, specializzato in Healthcare e Biomedicale, ha effettuato un investimento Series A da 7 milioni di euro che segue la raccolta Seed di 485mila euro portata a termine da Silk Biomaterials alla fine del 2015 con alcuni business angels italiani. È l’investimento di Series A più grande finora registrato nel 2016 da una startup italiana.


Silk Biomaterials, utilizzando un nuovo processo produttivo, realizza dispositivi utilizzabili come protesi biodegradabili temporanee per la rigenerazione di tessuti umani; tali dispositivi sono costituiti da componenti elettrofilati in fibroina nanofibrosa (forma che massimizza le caratteristiche biologiche del materiale) e da elementi tessili in fibroina microfibrosa (forma che ottimizza le proprietà meccaniche).

Attualmente la start up è indirizzata allo sviluppo di un dispositivo medico impiantabile che possa essere impiegato nella riparazione e la rigenerazione di vasi sanguigni di piccolo calibro (coronarie, vasi periferici) e nervi periferici.

Silk Biomaterials è anche parte di Assobiotec (Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie) e del Cluster Lombardo Scienze della Vita.


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