CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO: INSEGAR (FENOXYCARD)

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA

MOZIONE N. 127
LA GIUNTA REGIONALE INTERVENGA PRESSO IL GOVERNO NAZIONALE PER DIFENDERE, SOSTENERE E PROMUOVERE LA GELSIBACHICOLTURA IN VENETO E NEL RESTO D’ITALIA

presentata il 13 aprile 2016 dal Consigliere Berlato

Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
il baco da seta (Bombyx mori) è un insetto olometabolo appartenente all’ordine dei lepidotteri che non esiste più allo stato selvatico dipendendo oggi in toto dall’uomo nella fase della produzione, nella fase della riproduzione ed in quella della conservazione;
– l’antichissima arte dell’allevamento del baco da seta si ripropone, oggi, come attività alternativa che può favorire una importante integrazione del reddito dell’agricoltore favorendo, altresì, importanti ricadute occupazionali;
– in questi periodi, assistiamo in Italia ad una sempre più crescente richiesta di seta greggia di qualità da parte dell’industria serica, rendendo la gelsibachicoltura italiana un’attività agricola ad alta potenzialità di sviluppo con connessi processi agroindustriali derivati;
– per il momento al crescente fabbisogno italiano ed europeo di seta greggia si deve far fronte con l’importazione di prodotto dalla Cina, prodotto la cui qualità non soddisfa le richieste dell’industria di trasformazione italiana ed europea;
– in Italia, la bachicoltura è particolarmente favorita grazie alle eccellenti conoscenze tecniche acquisite nel tempo in tale settore;
– il CREA di Padova (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria) , istituto che si è sempre occupato della ricerca e della sperimentazione sul baco da seta e sul gelso, ove vi è la presenza di un patrimonio di risorse genetiche sia di baco da seta che di gelso (il CREA di Padova detiene la banca di germoplasma che conserva circa 190 razze di baco da seta e 60 cultivar di gelso);
CONSIDERATO CHE:
– la bachicoltura rappresenta e costituisce una attività rispettosa dell’ambiente dal momento che il presupposto imprescindibile per consentire al baco da seta la realizzazione del suo ciclo produttivo è un ambiente incontaminato;
– la gelsicoltura non prevede l’utilizzo di antiparassitari;
– la gelsi-bachicoltura può essere praticata esclusivamente in aree non inquinate e soprattutto non contaminate dall’uso massiccio di antiparassitari chimici;
– è stata avanzata dalla società Syngenta presso il Ministero della Salute la richiesta di nuova registrazione dell’insetticida Insegar e della sostanza attiva in esso contenuta (fenoxycarb), a seguito della valutazione effettuata a livello europeo per il reinserimento dell’insetticida Insegar nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, (elenco delle sostanze attive autorizzate ad essere incorporate nei prodotti fitosanitari), relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari;
– il fenoxycarb è un regolatore di crescita degli insetti, utilizzato per la lotta ai lepidotteri nocivi alle colture ma che ha contestualmente effetti estremamente dannosi per il baco da seta, dal momento che ne altera l’equilibrio ormonale e ne impedisce l’imbozzolamento;
– per tali motivi, l’utilizzo di Insegar era stato progressivamente vietato sul territorio italiano, anche a seguito degli enormi danni provocati alla bachicoltura italiana, che è stata, nel corso degli anni ‘90, praticamente azzerata anche e soprattutto a causa dell’utilizzo del fitofarmaco;
– Insegar ha d’altronde conseguenze più generali dal punto di vista ambientale sull’entomofauna selvatica, come evidenziato dal CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria), avendo causato la scomparsa di alcune specie di lepidotteri dal Nord Italia;
– dovrebbe essere primario obiettivo delle istituzioni interessate al nuovo sviluppo della filiera, garantire il corretto uso di insetticidi in agricoltura e procedere al divieto di utilizzazione di sostanze che danneggiano un’attività agroindustriale in crescita e con ottime potenzialità di sviluppo, con ottimi ricadute di natura occupazionale;
– l’eventuale autorizzazione alla ripresa dell’utilizzo di Insegar sul territorio italiano deve essere valutata, al di là del piano prettamente formale, sulla base dell’impatto dell’insetticida non solo sull’ambiente e su alcune specie di entomofauna presenti sul territorio italiano (con particolare attenzione al baco da seta) ma anche sul danno potenziale ad un settore economico attualmente in crescita, con conseguenze sugli investimenti che industria ed agricoltura stanno mettendo in atto;

impegna la Giunta regionale
– ad intervenire presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per impedire la rinnovata registrazione dell’insetticida Insegar, procedura attualmente in corso presso il Ministero della Salute;
– a sollecitare il Ministro della Salute a tenere in debito conto i rischi derivanti dall’autorizzazione al ritorno dell’utilizzo di tale insetticida, anche al fine di tutelare gli agricoltori che hanno investito e continuano ad investire nel settore gelsibachicolo.
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