SEME-BACO E SEME-BACO

bachicoltura_praticaIn questi giorni, sotto la guida del CREA-API di Padova, Unità di ricerca di bachicoltura, il Cantiere del Baco si sta familiarizzando con la produzione di seme-bachi. Si tratta di un’operazione delicata che storicamente era portata avanti dagli istituti e stabilimenti bachologici. Essi, assicurando la confezione e distribuzione di seme-bachi sani, contribuirono allo sviluppo dell’industria bacologica nel nostro paese alla fine del dicianovesimo secolo, in seguito ad un evento particolare che si appalesò come un problema di Stato. Fu proprio la risoluzione di questo problema che determinò la nascita degli stabilimenti bacologici.

Infatti, all’inizio della seconda metà del diciannovesimo secolo si verificò, in Europa, l’improvviso crollo della produzione di bozzoli che comportò conseguenze catastrofiche per l’economia. La causa era dovuta al repentino diffondersi della pebrina, malattia del baco da seta, peraltro da tempo immemorabile ben nota. Louis Pasteur, nel 1865, venne incaricato dal Governo francese di affrontare il problema e, dopo cinque anni di studi ed esperimenti, approntò un metodo profilattico che fu alla base della nascita dell’industria bacologica la quale fu in grado di produrre seme bachi assolutamente sano.

Fu a quel punto che, seguendo l’esempio della fondazione dell’Istituto bacologico di Gorizia (1869), venne istituita con regio decreto del 1871 la Reale Stazione Bacologica Sperimentale di Padova. Nel successivo decennio, scopo principale della stazione fu di limitare l’importazione di seme bachi giapponese, provvedendo alla confezione e all’esame delle uova prodotte in Italia per conto dei propri clienti, alla sperimentazione di nuovi incroci e nuove tecniche di allevamento, e alla disseminazione dei risultati ottenuti.

Alla stazione bacologica fu affidato altresì il compito della sorveglianza degli stabilimenti dove si confeziona il seme-baco – i cosiddetti stabilimenti bacologici. Esso, una volta verificata la qualità a l’assenza di fattori patogeni, veniva distribuito agli allevatori. In provincia di Belluno, il comune di Sedico ospitava un importante stabilimento bacologico, quello di Mas, e la foresta demaniale del Cansiglio un apposito locale per l’ìbernazione dei semi-bachi voluto dal friulano Pasqualis (1825-95), pioniere dell’industria bacologica in Veneto e direttore dell’Istituto Bacologico di Trento e dell’Osservatorio di Vittorio Veneto.

Oggi in Italia, l’unico organismo che possa offrire garanzie solide sulla qualità del seme-baco rimane il CREA-API di Padova. Con una collezione di più di 200 razze di seme-baco rimane la più importante banca di germoplasmo in Europa sul fronte della bachicoltura; un eccellenza riconosciuta a livello mondiale. Da qui l’importanza, per il rilancio della bachicoltura italiana e per evitare al massimo i rischi di contaminazione, dell’utilizzzo di un seme-baco italiano privo di infezione e certificato dal CREA-API.

 


 

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