BELLUNO: NO AI FITOFARMACI IN AGRICOLTURA

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Perchè il rischio associato all’uso inadeguato di fitofarmaci in agricoltura è molto concreto e interessa anche il baco da seta, indicatore della qualità dell’ambiente come l’ape, publicchiamo il seguente articolo relativamente alla campagna ”Liberi dai Veleni”. Vedi anche articolo INSEGAR che riguarda in specifico il baco da seta. 


È giunta all’ultima tappa la campagna “Liberi dai Veleni” che in oltre un anno di lavoro sul territorio ha riunito nei vari comuni cittadini ed associazioni, informando sulle modalità e conseguenze dell’agricoltura intensiva, avvertendo la popolazione dei rischi di un simile modello applicato alla provincia di Belluno, mettendo in discussione realtà che praticano alternative possibili.

Lo scopo della campagna, promossa da diverse realtà, associazioni, gruppi e singoli, è quello di sensibilizzare la popolazione rispetto ai rischi sanitari e ambientali delle coltivazioni intensive e chimiche. È quanto sta accadendo negli ultimi tempi, in maniera silenziosa: ettari di terreno vengono acquistati nelle nostre zone allo scopo di impiantarvi coltivazioni di tipo intensivo, in particolare vigneti e meleti. Coltivazioni spesso slegate dall’equilibrio del territorio, che necessitano di un largo impiego di diserbanti e pesticidi che hanno effetti negativi per la salute e per l’ambiente, purtroppo già manifesti nelle province confinanti.

Attraverso mesi di partecipazione dal basso, con la presenza di esperti e tecnici che hanno spiegato anche a chi non è direttamente coinvolto in agricoltura gli aspetti più oscuri del cambiamento in atto, si è ottenuto un risultato forte: oltre 6.000 firme contro questo modello di sfruttamento, dannoso per le persone e per la natura tutta, 6.000 persone a favore di una provincia libera dai veleni ed orientata ad un modello di agricoltura sostenibile.

Il cospicuo peso, quello della volontà di migliaia di cittadini, verrà consegnato mercoledì 27 aprile all’amministrazione di Belluno, alle ore 20.30 in Sala Bianchi.

L’incontro, il cui titolo è “Pesticidi: quali rischi per i nostri figli?” è promosso da un elenco di associazioni che si è fatto via via più numeroso, e vede la presenza anche del Tavolo Famiglia, il tavolo consultivo per le politiche della Famiglia. Vi sarà una relazione del pediatra Giacomo Toffol, che illustrerà le conseguenze, specie per i piccoli, dell’utilizzo di prodotti di comprovata pericolosità in agricoltura.

L’incontro è l’ennesima occasione per ribadire su quale modello di agricoltura la cittadinanza voglia costruire il futuro di questo territorio, un modello che non sia fondato su costi ambientali inaccettabili (e la recente fiaccolata di Lentiai per dire No al depuratore ne è ulteriore esempio), sulla distruzione del territorio e la minaccia alla salute, ma sul rispetto dell’ambiente e della vita umana. Un segno di contrarietà forte a quanto sta accadendo e l’indicazione per una direzione differente.

Liberi dai veleni

AGROBIODIVERSITA’ ALPINA: GELSO PLURISECOLARE IN VALTELLINA

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Foto @ Serena Bracchi

Di recente, abbiamo saputo dalla Scuola Ambulante di Agricoltura Sostenibile dell’esistenza di un gelso plurisecolare a Ponte in Valtellina.

Nella comunicazione si legge:

Il valore storico della pianta è data dal ruolo di testimonianza vivente della passata importanza che la bachicoltura ha rivestito nell’economia locale. La particolarità della forma della chioma deriva dalle ripetute potature intensive a capitozzo che hanno portato alla generazione di numerosi getti irregolari in corrispondenza dei tagli. Tale sistema di potatura ha indotto lo sviluppo di una prima impalcatura che culmina con le caratteristiche “teste di moro” sulle quali si sviluppano i rami giovani impiegati per l’alimentazione dei bachi. La potatura di produzione del fogliame veniva eseguita con criteri vari conseguenti ai sistemi di allevamento locali, ma generalmente consisteva in un semplice taglio netto e rasente al tronco, o alla “testa di moro”, dei rami frondosi. Superati i primi anni di vita della pianta nei quali non si raccoglievano le foglie per favorirne lo sviluppo strutturale, nei successivi anni la produzione si ripeteva in tutta la stagione vegetativa, in relazione ovviamente ai diversi fattori quali andamento climatico, fertilità del terreno, età delle pianta.

Il monumentale albero, che la gente del paese conosce come il “muruné”, è stato sottoposto ad un  check up promosso dalla Scuola Ambulante di Agricoltura Sostenibile il 13 febbraio 2016 in collaborazione con lo Studio di Arboricoltura di Giussano (MB) e grazie al contributo di Andrea Pellegatta e Claudio Ceconi, arboricoltori professionisti.

In quell’occasione è stato prelevato anche del materia biologico derivante dalla potatura che verrà riprodotto per talea. Nuovi esemplari della pianta (un centinaio circa) saranno resi disponibili il prossimo anno per essere piantumati, come simbolo della tutela e della valorizzazione dell’agrobiodiversità alpina, a cura della stessa Scuola ambulante di Agricoltura sostenibile.

A breve sarà disponibile una relazione tecnica sullo stato di salute del Gelso monumentale di Ponte in Valtellina curata dallo Studio di Arboricoltura di Giussano (MB)


Per maggiori informazioni, si può contattare la scuola Ambulante di Agricoltura Sostenibile         scuolaambulanteagricoltura@gmail.com

 

AGRIMONT 2016: SETA, CANAPA, FAGIOLO DI LAMON, AGRICOLTURA DI MONTAGNA

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La provincia di Belluno, situata nell’Italia nord-orientale, nell’Alto Veneto, occupa una posizione strategica e rappresenta un territorio di valenza turistica di particolare interesse, proiettato verso i Paesi dell’Europa Centrale. Nel cuore delle Dolomiti, il 60% delle quali ricade nel suo territorio, la provincia di Belluno ospita oggi su un territorio di appena 3.700 Kmq oltre quindicimila aziende: industriali, del terziario ed artigianali.

Belluno rappresenta anche il cuore delle Dolomiti, dove l’attività di Longarone Fiere Dolomiti, quarto polo fieristico del Veneto. Agrimont rappresenta un riferimento espositivo di crescente valenza per le molteplici attività e iniziative che caratterizzano l’agricoltura di montagna.

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Si è aperta ieri, giorno 2 aprile, la 37sima edizione di quest’evento che accoglie 301 marchi (146 espositori diretti da 13 regioni italiane) dall’Italia e dall’estero con le principali aziende di prodotti, macchine e attrezzature per l’agricoltura e tutto ciò che riguarda il mondo rurale montano. Sono in programma anche numerosi eventi convegnistici e di approfondimento. Si parlerà di nuove filiere come quelle del fagiolo di Lamon, della canapa e della seta.

Per la prima volta, il Cantiere della Provvidenza è presente con uno stand per rappresentare alcuni attori della Rinascita della Via della Seta in Veneto, tra cui il Cantiere del Baco di Belluno, il CREA di Padova, D’Orica di Nove, la FIMO di Milano, il Museo del Baco di Vittorio Veneto.

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Molte le persone a rivolgersi allo stand, di tutte le età e categorie. Tanti ricordi anche, che testimoniano di un’attività antica presente in modo diffuso su tutto il territorio, praticata da tante famiglie di contadini. E molte domande su come ripartire, iniziando dalle piantazioni di gelsi, che, un tempo, erano parte integrale del paesaggio.

Si aspettano molti partecipanti al convegno ‘La rinascita della Via della Seta passa per Belluno‘ che si svolgerà in salla convegni il giorno 8 aprile dalle ore 15.

Non mancate l’appuntamento!

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