SETA E NUOVO RINASCIMENTO VENETO

A4_bruxellesLa seta italiana può essere la chiave per un nuovo Rinascimento Veneto e nazionale: questo è il messaggio che ConvivioItalia ha voluto fortemente trasmettere il 27 Gennaio scorso durante il convegno “Dal bozzolo al business territoriale: il passato suggerisce il futuro della nuova impresa”, tenutosi a Marostica (VI) a Palazzo del Doglione.
Questo evento nasce ispirandosi a ciò che sta accadendo nel vicino comune di Nove, dove si sta avverando un sogno: riportare il cuore della via della seta nella nostra Regione.

Roberto Xausa, presidente di Fondazione Banca Popolare di Marostica, avvia con questo convegno l’azione di divulgazione e promozione di eventi culturali che la fondazione, costituitati di recente e sostenuta da VolksBank, intende affrontare come segno di attenzione e continuità nel rapporto con il proprio territorio.

Dopo aver sottolineato l’importanza delle sinergie e dei successi che possono nascere quando si incontrano Cultura ed Impresa, il presidente di ConvivioItalia Michelangelo Muraro ha passato la parola a Mario Bagnara, presidente de “LaVigna“, storica biblioteca apprezzata a livello internazionale, fondata negli anni ’50, che conta circa 50.000 volumi riguardanti le tematiche del mondo agricolo, vitivinicolo ed enogastronomico. Il Centro e la Biblioteca hanno sede a Vicenza nel Palazzo Brusarosco-Zaccaria, edificio ottocentesco in parte restaurato dall’architetto Carlo Scarpa (Casa Gallo) nei primi anni del secondo dopoguerra.

L’approfondimento storico del prof. Edoardo Demo, docente dell’Università di Verona, ha fatto ulteriormente capire l’importanza della seta per il Veneto e come gran parte dei traffici mercantili, e di conseguenza la ricchezza da loro creata, riguardasse proprio la seta.

Ma è stato l’intervento della Dott.ssa Silvia Cappellozza, responsabile dell’Unità di Bachicoltura di Padova del CREA-API a riportarci ai giorni nostri, illustrando non solo le attività di ricerca che si svolgono nel suo centro – unico in Europa occidentale dove vengono conservate circa 200 razze di baco da seta e 60 varietà di gelso – ma anche il profondo lavoro di recupero che si sta facendo con il progetto “La Via Etica della Seta” per ridare linfa ad una filiera che era data per morta.

Ed è stato proprio l’imprenditore orafo Giampietro Zonta, AD di D’orica, azienda capofila del progetto, ad illustrare i grandi traguardi raggiunti in poco più di un anno di attività ma anche l’impegno di D’orica nell’acquistare la produzione di bozzolo 2015 per sostenere gli allevatori in modo che possano investire in strutture e formazione per gli allevamenti 2016, riuscendo cosi a fornire un bozzolo di qualità tale da garantire un prodotto di altissimo livello, capace di concorrere a livello mondiale.

Claudio Gheller, AD di Veneto Marketing e project manager del progetto “La Via Etica della Seta”, ha poi confermato i grandi traguardi raggiunti dalla rete d’imprese costituita nel settembre del 2014, tra i quali il riconoscimento a livello europeo come uno tra i migliori quattro progetti in ricerca e innovazione degli ultimi anni.

Grande l’interesse dei partecipanti, tra cui anche persone del settore serico che hanno aiutato a comprendere meglio il cuore di una realtà agricola e industriale che sta tornando di nuovo a pulsare, in Veneto e non solo.

Fonte: www. cconvivioitalia.eu

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