BACHI DA SETA… UNA CRESCITA RECIPROCA

2015-06-11 10.21.14

Pubblichiamo di seguito un articolo sull’esperienza dei nostri amici della fattoria sociale Conca d’Oro che hanno iniziato anche loro quest’anno un percorso con l’allevamento dei bachi da seta e l’inserimento di persone fragili.

Ci presentiamo… siamo Conca d’Oro, una biofattoria sociale sita a Bassano del Grappa composta da diversi ambiti, i campi, il laboratorio di trasformazione, la bottega, il forno, il ristorante, in cui lavorano una trentina di ragazzi con disabilità.

Già nel passato, come in molte famiglie della zona, in una delle stanze oggi adibita ad office del ristorante, c’era un allevamento casalingo di bachi da seta, per cui sulla terra che coltiviamo già esistevano dei vecchi gelsi, che ci hanno permesso di partire, anche se molto impreparati, per questa nuova esperienza. La spinta iniziale ci è stata data da un cliente della bottega ed è stata colta con un desiderio di scoperta ma anche con la volontà di valutare lo stato ambientale della nostra fattoria, dal momento che “ci dicono” il baco è un buon indicatore ambientale

Cercando disperatamente consigli dagli anziani del luogo sul nostro modo di procedere, stressando la dott.ssa Cappellozza del CRA di Padova (Centro di Ricerca in Apicoltura e Bachicoltura) per ogni minimo cambiamento nella crescita dei nostri bacolini (“…si sono immobilizzati, che siano morti?”, “…hanno la coda che pulsa…che sia il cuore?”…), facendo tara con i nostri sentimenti (chi non osa nemmeno guardarli per lo schifo, chi fa incubi sognando bachi che salgono per il collo, chi li accarezza con piacere e curiosità…) abbiamo tentato di seguire le indicazioni che di volta in volta ci venivano fornite, a volte improvvisandoci un po’.

Una delle improvvisazioni a tema è stata l’infermeria: dopo la terza muta, ci siamo accorti che circa 100-150 bacolini (fatica stimarli) non sembravano intenzionati a mutare. Tutti ci consigliavano di eliminarli per una probabilità di malattia, ma essendoci affezionati già alle loro vite, abbiamo deciso di isolarli pensando che, come per gli esseri umani, potessero esserci dei tempi diversi per ognuno… e infatti la natura ha i suoi tempi e tutti sono arrivati a maturazione… e CHE BOZZOLI!!! Erano semplicemente in ritardo…

Per quanto riguarda l’aspetto del lavoro con i ragazzi che frequentano la fattoria, molti sono stati i momenti di collaborazione e socializzazione; ne segnaliamo alcuni che a nostro parere sono particolarmente importanti: la preparazione della foglia, (staccarla, selezionarla, talvolta asciugarla,…) l’allestimento del bosco, la raccolta dei bozzoli e la “spelaiatura”.

Quanti dubbi a costruire il bosco, tanto sperimentale da produrre strane anomalie, come “condomini di bozzoli” o le magiche “vele”, e quante impressioni scaturiscono dalla “spelaiatura”.

Dialogando tra di noi su questa avventura un pensiero ci accomuna: l’allevamento dei bachi ha smosso in misura diversa in ciascuno di noi una serie di emozioni molto simili a quelle legate alla “cura materna”, come il senso di protezione, di attenzione, di tenerezza. Ebbene sì questi “mostri” ci hanno fatto crescere

E forse possiamo dire che se abbiamo ottenuto un buon risultato sia stato certamente per l’aver seguito con rigorosa attenzione le indicazioni tecniche, ma anche per la motivazione e la passione che ci hanno trasmesso.

 

A cura dell’equipe Bachi della Fattoria Sociale Conca d’Oro

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