SWISS SILK: LA RINASCITA DELLA VIA DELLA SETA RIPARTE DALLE CAMPAGNE

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A cura di Simone Palma, Eric E. van Monckhoven e Silvia Cappellozza.

Sabato 19 Settembre un gruppo di lavoro composto da Silvia Cappellozza del centro Crea di Padova, Angelo Paganin, Eric E. van Monckhoven e Simone Palma della Cooperativa sociale Cantiere della Provvidenza di Belluno, partecipanti alla rete d’impresa Seta Etica, si è recato in visita di studio presso gli allevatori di bachi svizzeri dell’associazione Swiss Silk. L’associazione raggruppa tutti gli attori della filiera sericola svizzera, dai bachicoltori e trasformatori ai consumatori.

Il viaggio ha avuto come scopo lo scambio di informazioni sulle tecniche allevatorie e gelsicole, e la costruzione di una base per futuri progetti di collaborazione tra i due paesi.

Nella mattinata, dopo una piccola presentazione del progetto, abbiamo visitato l’allevamento e il gelseto del coordinatore dell’associazione dei produttori svizzeri, Ueli Ramseier, nel piccolo villaggio di Hinterkappelen, cantone di Berna.

Con sua moglie Bettina, Ueli alleva bachi da seta, le cui uova sono fornite dal CREA di Padova, in un locale non originariamente progettato per la bachicoltura, ma, grazie ad abile recupero, attrezzato come stanza d’allevamento con controllo della temperatura, umidità e ventilazione. L’allevamento, dalla prima alla quinta età, si svolge in più cicli nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. La capacità media annua di produzione è di 4 telaini.

Il gelseto, che produce foglie fresche per l’allevamento si trova a circa 300 m di distanza su un terreno di circa 0,5 ettari. Comprende 700 piante di varietà diverse. Il gelseto è stato piantato nel 2009-2012 ed è condotto secondo metodi dell’agricoltura biologica. I maggiori problemi legati alla coltivazione del gelso sono rappresentati da alcuni funghi, in particolare presenti sulle varietà europee, e dalla presenza di arvicole che attaccano le radici delle piante.

Nel pomeriggio, assieme a Ueli Ramseier, la delegazione italiana si è trasferita presso un altra coppia di allevatori part-time della rete svizzera, Manuela e Martin Friedrich di Rosshausem, che hanno visto nell’allevamento dei bachi un’alternativa all’allevamento delle vacche, attività che praticano da molti anni ma che è diventata poca redditizia, a fronte di spese e impegni relativamente consistenti.

Con la coltivazione di 250 piante di gelso sostengono un allevamento di 1,5 telaini/anno. I bachi di terza età sono comprati da Ueli e Bettina.

Oltre ad essere attrezzati per la gestione e manutenzione del gelseto, e per l’allevamento dei bachi, sono dotati da una macchina per lo sboscamento dei bozzoli e di un essiccatoio (capacità 2 telaini/turno).

Una delle ulteriori motivazioni della coppia è rappresentata dalla possibilità di organizzare attività socio-educative incentrate sull’allevamento dei bachi (visite didattiche al gelseto e allevamento, vendita dei prodotti locali con cena o pranzo in azienda, ecc.), altra fonte di reddito per la famiglia.

Sul tardo pomeriggio, la delegazione si è poi recata al laboratorio di torcitura allestito con macchine acquisite direttamente in India che permettono all’associazione di produrre 15-16 kg di filo grezzo di qualità 4-4a. Il filo viene poi usato per la produzione di cravatte e tessuti. Per la distribuzione dei suoi prodotti, l’associazione usa vari canali tra cui il web e la vendita diretta presso le proprie aziende agricole. Maggiori informazioni sono disponibili sul loro sito Internet.

La chiave di successo dell’iniziativa, partita circa 9 anni fa, risiede nel tempo dedicato all’assistenza tecnica  agli agricoltori (una decina), alla formazione continua e al metodo di peer reviewing (valutazione tra pari) per garantire maggiore qualità lungo l’intera filiera primaria. A tale scopo sono stati prodotti un manuale pratico e varie schede di monitoraggio. Dalla visita sono emerse nuove possibilità di sviluppo per le relazioni tra Swiss Silk e la rete d’impresa italiana nello scambio di conoscenze e ‘buone pratiche’, e la creazione di un network europeo di produttori.

Attualmente la collaborazione tra i due paesi è veicolata dal centro di ricerca CREA di Padova che fornisce le uova per tutti gli allevatori svizzeri e che offre consulenza per il superamento delle difficoltà insite nei piani di sviluppo degli allevatori d’oltralpe.

Tra i problemi più consistenti cui gli allevatori svizzeri devono fare fronte, c’è quello della diffusione in agricoltura di fitofarmaci, tipo Insegar (principio attivo fenoxycarb), che creano danni irrimediabili agli allevamenti di baco da seta interferendo pericolosamente con lo sviluppo delle larve. Tuttavia, nonostante le difficoltà, il progetto cresce costantemente con l’interessamento e il coinvolgimento di varie categorie di attori e del grande pubblico (turismo rurale, fattorie didattiche).

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La delegazione italiana ritiene di prima importanza lo strumento scelto per lo scambio di informazione ed esperienza, quale la visita di studio presso realtà diverse ma complementari. Di grande interesse è stato l’incontro e confronto con allevatori che operano in un territorio che offre similitudini (clima, orografia, ecc.) con il territorio pedemontano bellunese. Sicuramente, il modello di rete locale di bachicoltori risponde molto bene anche alle esigenze dell’area d’attività del Cantiere della Provvidenza. Infine, i membri dell’associazione Swiss Silk ci hanno dimostrato che la perseveranza, la passione, la professionalità, e un modello organizzativo articolato dal basso intorno ad una visione condivisa, sono ottime armi per combattere le difficoltà e sormontare gli ostacoli.

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