VIA DELLA SETA IN VENETO : SE NE PARLA IN SENATO

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Una delegazione dell’Unità di ricerca di apicoltura e bachicoltura (CRA-API) della sede di Padova e’ stata sentita il 28 aprile 2015 dalla Commissione Agricoltura e prodotti agroalimentare del Senato per creare una “seconda via della seta” che coinvolga il Veneto. Sul tavolo: la conservazione e la valorizzazione delle biodiversità dei baco da seta, attività che sta conoscendo in Veneto, in particolare in Valbelluna, un rinnovato interesse anche a seguito dei possibile utilizzo innovativo del prodotto del baco, oltre che per finalità tradizionali, anche per usi legati alla cosmesi ed alla biomedicina.

Le richieste avanzate dalla Dr.ssa Silvia Cappellozza, direttrice della sede di Padova, sono state due:

– il ripristino del contributo al telaino (concesso dal nostro Ministero con sostegno disaccoppiato alla produzione)
– il potenziamento della ricerca con risorse certe destinate a questo scopo e stabilità della sede di Padova, che gioca ruolo fondamentale nel rilancio della bachicoltura in Italia.

Scarica il documento di riferimento | Situazione della gelsibachicoltura italiana


In Bellunopress.it, si legge:

“Un esempio attuale arriva invece dalla Valbelluna, più precisamente da Santa Giustina: si tratta del Cantiere del Baco, una iniziativa della cooperativa sociale Cantiere della Provvidenza con sede a Belluno. “L’iniziativa è nata nel 2012 e oltre all’allevamento del baco da seta (bachicoltura) vuole promuovere anche la cultura e la coltura del gelso (gelsicoltura), come volante per la rinascita della Via della Seta in Valbelluna e in Veneto”, spiega Piccoli. “Alla Commissione chiediamo un approfondimento per predisporre strumenti normativi adeguati a supportare il rilancio di una attività, certamente di nicchia, ma di sicura efficacia a favore dello sviluppo di peculiari territori del nostro paese. Naturalmente parliamo di un approccio moderno, innovativo e avanzato”, sottolinea Piccoli. “Nell’anno dell’Expo è fondamentale recuperare tutte quelle tradizioni che, ancora oggi, possono creare reddito, occupazione e salvaguardia del territorio”.


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